Gravina di Puglia, il marito compie un atto di estrema violenza nei confronti della moglie procurandone la morte.

Continua la scia di sangue lasciata dai tanti episodi di violenza domestica, sfociata nuovamente il giorno 08.10.2024 a Gravina di Puglia nel omicidio di una moglie.
Maria Arcangela T., 60 anni, ha avuto la forza di dire “mi sento di morire”. Questa affermazione viene poi confermata anche dalla figlia, dove nelle sue dichiarazioni si apprendeva anche di una forte conflittualità nella coppia durata per anni con tanti episodi di violenza domestica e violenza fisica.
Così ieri sera la Polizia di Stato di Bari ha fermato un pregiudicato 65enne di Gravina in Puglia, marito della donna, perché accusato dell’omicidio aggravato e premeditato della moglie
Secondo quanto ricostruito, ieri notte l’uomo ha appiccato il fuoco alla propria autovettura, all’interno della quale era presente la moglie. Malgrado fosse riuscita a fuggire dall’automobile, con ustioni parziali sul corpo, la vittima è stata aggredita dal marito, che durante il tentativo di fuga per la sua salvezza, è riuscito a fermarla ed immobilizzarla in posizione supina sull’asfalto, gravando su di lei con il peso del corpo e posizionando le ginocchia sull’addome, esercitando, con le braccia, pressioni sullo sterno. Le susseguenti fratture costali e la frattura del corpo dello sterno hanno determinato la compressione del cuore ed il conseguente decesso della donna, per arresto cardiocircolatorio, avvenuto presso l’ospedale della Murgia.
La figlia della vittima dichiara di essere a conoscenza dei maltrattamenti subiti dalla madre durante gli anni di unione matrimoniale, violenze che per ben tre volte avevano portato la donna in ospedale per le cure mediche
L’omicida 15 anni fa era già stato in carcere con l’accusa di avere tentato di uccidere il figlio intervenuto per sedare una lite tra i genitori. In quella occasione, il padre lo avrebbe ferito con un coltello ed era finito in carcere.
I maltrattamenti in famiglia sono spesso un campanello di allarme che non vanno sottovalutati. Possono portare a gravi conseguenze e addirittura finire in una tragedia mortale. Intervenire tempestivamente per far allontanare l’aggressore, mettendo in sicurezza la propria persona e quella dei propri cari è il primo passo da fare per evitare orribili sofferenze.
S.A.P. Investigazioni è in grado di supportare le vittime che subiscono violenza domestica ed in genere ogni altra forma di violenza. Con pluriennale esperienza in ambito di tutela della famiglia, S.A.P. Investigazioni conduce attività di indagini specifiche, fornendo anche alle vittime attrezzature tecnologiche atte all’acquisizione di elementi di prova con valenza legale, istruzioni pratiche di comportamento da tenere in queste delicate fasi ed il miglior supporto verso studi legali specializzati nella tutela della famiglia.


