E’ davvero così, e non si finisce mai di rimanere stupiti ed amareggiati di fronte a questi eventi, che riempiono le pagine di cronaca con avvenimenti che fanno rabbrividire.

Fermiamoci un momento a riflettere
Chi vive una situazione di violenza domestica o di genere, dovrebbe assolutamente fermarsi a riflettere e cercare di capire come meglio agire, come protegge se stessi e gli atri che gli sono vicini, perché è fondamentale fare i passi giusti. Ogni pensiero sbagliato, ogni azione sbagliata, ogni cosa non fatta, allontana sempre di più la vittima da quella speranza di uscirne o di poter porre fine a questi eventi.
Registrare audio e video
Le registrazioni audio o audio/video sono elementi di prova incontrovertibili se acquisite legalmente e correttamente conservate e successivamente riprodotte.
Si è vero, non è facile mantenere la lucidità in certi momenti ed è proprio per questo che serve fare quella riflessione su come agire, sul come prepararsi a difendersi o se necessario attaccare, come per sporgere una denuncia.
Denunciare una abuso o una violenza è un dovere morale, civico e sociale
Dal 9 agosto del 2019 è entrata in vigore la Legge N. 69 denominata “Codice Rosso” recante modifiche al codice penale, al codice di procedura penale ed altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.
La nuova normativa consente di adottare più celermente i provvedimenti di protezione delle vittime dei reati di maltrattamenti in famiglia, come per “stalking” e violenza sessuale.
Si introduce un canale prioritario, prevedendo tempi ristrettissimi, per cui, la notizia di un reato di violenza domestica o di genere, meriterà di essere trattata con prontezza e non, come troppo spesso avvenuto in passato, nell’attesa che certe situazioni si risolvano da sé e non si trasformino in tragedia, ma basandosi solo sulla parola della vittima.
Il lungo tempo ormai trascorso dall’entrata in vigore della Legge N. 69 è stata ricca di successi ma anche di sconfitte, di certezze ed incertezze se vogliamo, portando con se anche un numero elevatissimo di false denunce, spesso strumentali per poter ottenere qualcosa in più in una separazione e alimentando così una solida base di incertezza da parte delle autorità e di chi dovrebbe esprimersi in una sentenza di condanna o assoluzione.
Le denunce strumentali
Si contano in aumento le denunce di abusi e violenze domestiche che poi vengono ritirate o smentite e questo perché la legge stessa ha consentito al denunciante di darli maggior valore probatorio, ma poi se il sistema sfugge di mano è comprensibile che bisogna mettere di nuovo una mano sul freno.
Si perché come la cronaca nera ci ha dimostrato, sono state purtroppo molte le persone che hanno denunciato abusi e violenze e non sono state prese sul serio, o lasciate li in un limbo di incertezza ed attesa a volte però con l’epilogo dei più drammatici degli eventi, ovvero con un ‘omicidio consumato che spezza la voce dei lettori increduli ma ampiamente immaginabile se solo ci fosse stata più attenzione da parte di tutti.
Ma quale attenzione serve?
Le prove digitali o materiali se acquisite legalmente, trattenute nel modo corretto e riprodotte fedelmente, sono prove incontrovertibili che mettono la parola fine alle incertezze di chi alla fine di tuto deve giudicare e decidere quale pena infliggere secondo le legge.
Acquisizioni forensi di prove digitali, e certificazione dei file, sono il metodo più efficace per riprodurre le prove in un contesto così delicato come la violenza domestica e di genere.


